Al Coordinatore del Consiglio della Classe 14/S
Prof. Ettore Novellino
Oggetto : richiesta di monitoraggio degli esami della seguente sessione estiva.(giugno/luglio 2009)
In seguito alla proposta da parte del Consiglio di Facoltà, della diminuzione degli appelli d’esame da numero 4, a numero 3 per le stesse 2 sessioni (invernale/estiva), quindi alla perdita complessiva di 2 appelli d’esame durante l’intero anno accademico.
I Rappresentanti del corso di laurea della classe 14/S,a nome di tutti i colleghi studenti della Facoltà di Farmacia Federico II di Napoli.
C H I E D E
A tutto il Corpo Docenti della CLASSE 14/S, e al Coordinatore del Consiglio Della Classe 14/S Prof. Ettore Novellino,di voler effettuare nella prossima sessione estiva un monitoraggio del numero di studenti che accede ai quattro appelli previsti e che solo dopo aver valutato l’entità del fenomeno si possa di concerto individuare soluzioni alternative,alla attuale organizzazione delle sedute di esame.
I RAPPRESENTANTI DEL CORSO DI LAUREA DELLA CLASSE 14/S
Antimo Menditto
Giovanni Ummaro
lunedì 18 maggio 2009
Metro, operaio fuma indisturbato. Menditto: “Rispettare i nostri beni”
“Ormai tutti conoscono la metropolitana che collega Aversa a Napoli e ne riconoscono l’importante ruolo, solo che non tutti la rispettano, compreso chi la dovrebbe controllare”.
La denuncia arriva dal giovane Antimo Menditto, vicepresidente della “Mediterranea Free Social Forum”, che racconta: “Tornavo dall’Università e, appena uscito dal treno, diretto verso le scale che portano all’uscita esterna della stazione, notavo degli operai che stavano effettuando qualche piccolo lavoro di manutenzione. La mia attenzione veniva catturata dal fatto che uno degli operai fumava una sigarette, lì dove è vietato fumare. Allora lo invitavo a spegnere la sigaretta, anche perché il dipendente di una società che gestisce la metropolitana che fuma nella stazione non è certo un buon esempio. Lui, però, mi rispondeva: ‘Faccio quello che mi pare’. A quel punto mi rivolgevo all’addetto alla sicurezza, colui che controlla dal megaschermo le telecamere di sicurezza, e gli chiedevo richiamare l’operaio. Non ricevevo alcuna risposta fino a quando mi avvicinava un vigilante che, con aria arrogante, mi chiedeva: ‘Uagliò che c’è?’. Io, ormai leggermente irritato dalla noncuranza della mia segnalazione, invitavo il vigilante a fare il suo lavoro e a richiamare chi non rispetta le regole. A quel punto mi dava ascolto, solo che quando raggiungeva l’operaio quest’ultimo aveva già finito la sua sigaretta”.
“Abbiamo aspettato quasi trent’anni l’arrivo della metropolitana – conclude Menditto – ed ora è giunto il momento di rispettarla per l’uso che ne facciamo. Visto che la metropolitana è nostra, dobbiamo sentirci in primo luogo responsabili dei nostri beni, e quindi siamo noi i veri controllori dei nostri tesori”.
La denuncia arriva dal giovane Antimo Menditto, vicepresidente della “Mediterranea Free Social Forum”, che racconta: “Tornavo dall’Università e, appena uscito dal treno, diretto verso le scale che portano all’uscita esterna della stazione, notavo degli operai che stavano effettuando qualche piccolo lavoro di manutenzione. La mia attenzione veniva catturata dal fatto che uno degli operai fumava una sigarette, lì dove è vietato fumare. Allora lo invitavo a spegnere la sigaretta, anche perché il dipendente di una società che gestisce la metropolitana che fuma nella stazione non è certo un buon esempio. Lui, però, mi rispondeva: ‘Faccio quello che mi pare’. A quel punto mi rivolgevo all’addetto alla sicurezza, colui che controlla dal megaschermo le telecamere di sicurezza, e gli chiedevo richiamare l’operaio. Non ricevevo alcuna risposta fino a quando mi avvicinava un vigilante che, con aria arrogante, mi chiedeva: ‘Uagliò che c’è?’. Io, ormai leggermente irritato dalla noncuranza della mia segnalazione, invitavo il vigilante a fare il suo lavoro e a richiamare chi non rispetta le regole. A quel punto mi dava ascolto, solo che quando raggiungeva l’operaio quest’ultimo aveva già finito la sua sigaretta”.
“Abbiamo aspettato quasi trent’anni l’arrivo della metropolitana – conclude Menditto – ed ora è giunto il momento di rispettarla per l’uso che ne facciamo. Visto che la metropolitana è nostra, dobbiamo sentirci in primo luogo responsabili dei nostri beni, e quindi siamo noi i veri controllori dei nostri tesori”.
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